Piacere di conoscerti

 

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Ciao, sono Lorenzo Alberghini e sono nato a Bologna il 9 settembre 1970. Sono laureato in Odontoiatria e Protesi Dentaria ed esercito attività da libero professionista presso il mio studio dentistico. 

L'equipe di lavoro è composta da tre assistenti e un'igienista diplomata, tutte assunte con contratto a tempo indeterminato, più due odontoiatri collaboratori con propria partita iva.

Esperienze di volontariato come odontoiatra all'estero:
Centro malnutriti gravi di Kabezi, Bujumbura - BURUNDI Giugno 1999 e Settembre 1999
Presso Organizzazione Mato Grosso Vilcabamba - PERU 2001
Campi EZLN di Oventic (San Cristobal de las Casas) e La Realidad (foresta Lacandona) MESSICO 2004

Viaggi all'estero:
New York 2007: per raccogliere materiale video e testimonianze dirette sugli avvenimenti dell'11 settembre 2001. Ho viaggiato anche in: Francia, Spagna, Portogallo, Svizzera, Austria, Germania, Olanda, Repubblica Ceka, Croazia, Bosnia, Egitto, Marocco, Turchia, Libano, Siria, Giordania, Israele, Territori Palestinesi, India, Tailandia, Venezuela, Cuba, Norvegia, Svezia, Danimarca, Islanda.

Alcune tappe significative del mio impegno politico e sociale:

MEETUP DI BOLOGNA

Membro attivo del Meetup 14 di Bologna dal 2005
Presente agli incontri nazionali del Movimento dei Meetup di Grillo a Piacenza, Ostia, Bologna, Roma.
Membro dell'organizzazione di numerosi eventi tra i quali:

- Biciclettate dal 2005
- Cineforum (tre edizioni dal 2006)
- Banchetti informativi (un numero di volte impossibile da decifrare)
- Proposto e coordinato l'inchiesta con relativo video sui RISCALDAMENTI SCANDALO a Bologna e, in particolare, nel Palazzo Comunale.Schermata 2014-10-21 alle 02.33.04- Rappresentante, selezionato “per meriti”, del MU14 a due spettacoli di Beppe Grillo maggio 2007,
- Organizzatore e moderatore dell'incontro "RESPIRIAMO L'ARIA, RIPENSIAMO COME". Relatori: Prof. Federico Valerio (docente Università di Venezia, esperto in impatto ambientale), Dott. Luca Gasperini (ricercatore CNA).. 250 presenti
- Organizzatore feste di finanziamento per le attività del Meetup 14 (dal 2006) e per un microscopio utile alle ricerche del Dott. Montanari e la Dott.ssa Gatti.
- Membro di una delegazione del MU14 alla manifestazione contro l'indulto (luglio 2006)
- Promotore della nascita di un gruppo di discussione per la costruzione della lista civica a Bologna (da luglio 2006)
- Coordinatore per il Meetup 14 dell'organizzazione del V-DAY1 , in relazione alla gestione dei contatti col Comune, con gli artisti ospitati e con lo staff di Beppe Grillo
- Rappresentante e presentatore delle attività del Meetup 14 sul palco del V-DAY1

Schermata 2014-10-21 alle 21.34.52

- Promotore ed organizzatore dell'evento "NO MORE COFFY PARTY?" per le primarie a Bologna ( 700 votanti circa )
- Membro dell'organizzazione dell'incontro "PARLIAMO DI BOLOGNA" per la stesura di un programma politico in vista delle amministrative 2009
- Membro della manifestazione del MU di Roma (Dicembre 2007)

Schermata 2014-10-21 alle 21.34.23- Coordinatore del gruppo "SICUREZZA DEGRADO" nato a seguito dell'iniziativa 'Parliamo di Bologna'. In questo gruppo si sono organizzate le 'Passeggiate di quartiere', in stretta collaborazione con associazioni, comitati, commercianti, studenti e singoli cittadini che, quotidianamente, si occupano delle problematiche legate al tema sicurezza degrado, in antitesi alle ronde e ai manganelli proposti dal sindaco Cofferati.
- Organizer del MU14 nel 2008 e confermato nel secondo mandato fino a inizio 2009
- Coordinatore dell’organizzazione del V-DAY 2, con compiti inerenti la gestione degli artisti, i permessi del Comune, la ristorazione, la fornitura di corrente elettrica e la ricerca degli sponsor ( tra cui il sottoscritto).

- Promotore e coordinatore della raccolta firme a favore del referendum contro il Lodo Alfano.
- Promotore e coordinatore dell'iniziativa "VAFFA-HERA": RACCOLTA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA DI CARTA E CARTONE in una zona del centro storico di Bologna, in cui si sono recuperate 2 tonnellate di materiale riciclabile in un giorno.
- Membro organizzatore della manifestazione silenziosa e non violenta "IL RE E' NUDO"
- Promotore (nel 2006) e coordinatore della video inchiesta sulla raccolta differenziata a Bologna (2009)
- Organizzatore dell'incontro pubblico sul tema del SIGNORAGGIO con Relatore Dott. Galloni
- Organizzatore dell'incontro pubblico "LE SCHIAVE DI BOLOGNA" sul tema della tratta a Bologna. Presenti all’incontro l’Associazione Fiori di Strada e la vice-sindaco Adriana Scaramuzzino
- Ho declinato la candidatura a Sindaco di Bologna propostami da uno dei due gruppi Lista Civica del movimento bolognese.
- Mi sono dimesso da Organizer
- Non ho mai fatto parte del Movimento 5 Stelle

Schermata 2014-10-21 alle 21.35.19

PRIMAVERA URBANA

Mentre si stava concludendo l'esperienza del Meetup , ho contribuito alla fondazione del gruppo Primavera Urbana, trasformatasi in seguito in Associazione.

APPELLO DI GUIDO FANTI: UN PROGRAMMA per BOLOGNA 2050  (2008-2009)
Il primo impegno politico di Primavera Urbana è stato quello di aderire all'appello - "Bologna 2050" - indetto dell'ex sindaco Guido Fanti con l’intento di costruire un programma politico di sinistra per Bologna. (A quel tempo ero ancora Organizer del Meetup) L'appello aveva l'ambizione - commovente se pensiamo che al tempo Fanti aveva 85 anni e morì un anno e mezzo dopo - di avere una visione di medio-lungo termine.

Primavera Urbana sostenne in particolare alcuni punti programmatici:

- la costruzione della Città Metropolitana col superamento dell'Istituzione Provincia;
- una "politica ambientale come grande occasione di cambiamento della qualità della vita e di ripresa economica¸ per il quale si rende necessario compiere una scelta decisa e definitiva a favore dello sviluppo delle forme di mobilità non inquinante: piste ciclabili, percorsi pedonali protetti, uso di mezzi elettrici” ;
- un “programma di edilizia a risparmio energetico, che intervenga con decisione e lungimiranza sul patrimonio edilizio esistente, sia industriale, sia civile, per adeguarlo agli standard di riduzione delle emissioni, di uso delle diverse fonti energetiche rinnovabili (solare termico, fotovoltaico, geotermico, minidroelettrico, eolico) e di salvaguardia delle aree verdi a cominciare dall’intera zona del piano collinare";
- promuovere il ricorso a strumenti partecipativi come il Referendum propositivo senza quorum (o quorum massimo del 20%)

PROPOSTA DI UNIRE LE LISTE CIVICHE DI "BOLOGNA CITTA' LIBERA" (Candidato Sindaco Monteventi) E "CITTADINI PER BOLOGNA" (Candidato Sindaco Pasquino) (2009)

In questa occasione Primavera Urbana organizzò più incontri pubblici per mettere a confronto le due liste di sinistra sui programmi. Dal confronto non emersero differenze sostanziali, tuttavia la proposta che fece PU di costruire un percorso comune alle due liste, affinché convergessero su un unico candidato sindaco, non venne ascoltata. Il risultato fu che entrambe non furono elette in Consiglio Comunale.

PROGETTO BI-BO (2010)

Con l'Associazione Primavera Urbana ho fatto nascere il progetto Bi-Bo a Bologna.

Il Bi-Bo è il risciò bianco ormai noto a tutte le persone che amano passeggiare nel centro di Bologna finalmente chiuso al traffico delle auto durante i fine settimana.

Il progetto BI-BO è un esempio pratico in grado di dimostrare che esistono soluzioni alternative, semplici ed innovative al problema del lavoro, dell’integrazione e anche della mobilità.
Il nostro non è un progetto imprenditoriale, ma un progetto sociale. Attraverso l’ideazione dei BI-BO TOUR, e con il prezioso contributo di alcuni sponsor, siamo infatti riusciti a creare nuovi posti di lavoro, assumendo regolarmente due rifugiati giunti a Bologna nel 2011 a seguito della guerra in Libia.

Partendo da questa prima esperienza ho proposto e stiamo realizzando un secondo progetto strattamente legato al BiBo: FABBRICA BOLOGNA.
PROGETTO FABBRICA BOLOGNA

L'idea nasce dall'esperienza del Bi-Bo (www.bi-bo.it) cominciata nel 2010 e che a settembre è approdata alla realizzazione di Tour turistici di Bologna sui risciò.
I risciò sono mezzi di trasporto originali ed ecologici.
I soggetti che si vogliono coinvolgere nella realizzazione del  progetto FABBRICA BOLOGNA sono, come per i pedalatori dei risciò Bi-Bo, persone in condizione o a rischio di esclusione sociale.
Il mercato mondiale oggi fa riferimento per l'acquisto di risciò a pochissime aziende e le più note producono mezzi molto costosi (i nostri due risciò sono costati 12000,00 euro) e la loro tecnologia ed affidabilità non è per nulla proporzionale all'investimento.
Siamo convinti che la nascita di un nuovo soggetto produttore di risciò, FABBRICA BOLOGNA, possa avere enormi spazi di mercato per più motivi tra i quali:

    Proporrà risciò a costi molto competitivi e con tecnologie superiori
    I clienti saranno motivati all'acquisto da FABBRICA BOLOGNA anche per la natura di inclusione sociale che la fa nascere e che la muoverà in futuro: prodotto etico made in Italy.
    Si include nella progettazione la logica del riuso di materiali (esempio imbottiture e rivestimento dei sedili con pelli e tessuti provenienti da vecchi vestiti, componentistiche varie)
    Si propone un modello aziendale dove il guadagno verrà diviso tra tutti i lavoratori promuovendone la loro assunzione di responsabilità sociale e riducendo la disoccupazione.

La durata del progetto è a tempo indeterminato e vivrà più fasi:

    fase di progettazione del risciò
    allestimento dell'officina e formazione dei meccanici
    produzione, promozione e distribuzione del risciò

Il progetto può creare occupazione a tempo indeterminato per i soggetti coinvolti.
Con questo progetto si vuole sviluppare l'autoimprenditoria e la sostenibilità ambientale.

La produzione e la promozione dell'uso dei risciò prodotti da FABBRICA BOLOGNA lancia messaggi educativi a nuovi stili di vita solidali ed ecosostenibili. Il nome FABBRICA BOLOGNA vuole proporre un modello antitetico a quello di FABBRICA ITALIA di Marchionne.

La realizzazione del progetto passa necessariamente dall'Integrazione, la partecipazione ed il coordinamento di competenze, esperienze, risorse, idee e persone, valorizzando le specificità operative di ciascun soggetto coinvolto.
A pieno regime FABBRICA BOLOGNA potrà occupare fino a venti persone.
Ad oggi sono iniziati i lavori di ristrutturazione del locale che il Comune di Bologna ci ha assegnato con grave ritardo.

CONSULTA DELLA BICICLETTA

Primavera Urbana è parte integrante della Consulta della Bicicletta (una istituzione consultiva del Comune di Bologna sulla mobilità).
Vi rimando a questo link dove potrete vedere un video che tratta della intermodalità treno-bici.

IO CI STO

IO CI STO fu un percorso orizzontale e partecipato che le diverse anime civiche di sinistra elaborarono dopo le dimissioni del sindaco Flavio Delbono.

APPELLO “IO CI STO”

A tutti i cittadini, ai movimenti, sindacati, associazioni e alle forze politiche chiediamo di guardare ai problemi e alle prospettive di questa città e di impegnarsi per costruire un percorso inclusivo ed unitario per costruire un’alternativa all’attuale sistema di potere in crisi. Le dimissioni di Del Bono sono state solo l’atto finale di un’amministrazione priva di una visione lungimirante di città. Un’amministrazione guidata da un Pd incapace di selezionare una classe dirigente adeguata. Proponiamo un percorso aperto al contributo di chiunque sia interessato a ridare senso, opportunità e spazio ai cittadini “delusi” di questa città. Incontriamoci, lasciando a casa tessere e bandiere, parliamone. 
Questa iniziativa politica nasce da persone singole, di diversa esperienza e provenienza. Non abbiamo visto reazioni adeguate in città rispetto a quanto successo, eppure basterebbe da sola la notizia, sulle cronache dei quotidiani di tutta Europa, che questa città per la prima volta nella sua storia ha un sindaco che si è dimesso, accusato per reati di peculato, truffa aggravata ai danni dello Stato, e ha un commissario prefettizio per un lungo periodo di tempo.
Per la città il danno è enorme. Per l’intera sinistra il danno politico è incalcolabile, nonostante la differenza che passa fra comportamenti moralmente inaccettabili e reati penali, tutti da dimostrare. È ormai accertata un’estrema disinvoltura nell’esercizio del potere, e l’occasione di questo fallimento deve servire a ripensare, almeno, alle modalità di selezione dei gruppi dirigenti.
La si può chiamare “questione morale”, ma si tratta di questione democratica, perché i partiti hanno requisito le chiavi della democrazia rappresentativa, e tanto più la loro vita interna si è fatta asfittica, tanto più pretendono l’esclusiva nella selezione delle cariche pubbliche. Un circolo vizioso che ha progressivamente ridotto l’autorità morale delle classi dirigenti: non a caso la categoria della “casta” si è abbattuta anche sui gruppi dirigenti dei partiti di sinistra.
Sentiamo l’esigenza di tornare ad avere un luogo politico in cui discutere e fare politica, siamo convinti che se la “Sinistra”, a Bologna, sia divenuta quasi irrilevante, (e il dato delle recenti elezioni regionali, a partire dalla forte astensione, conferma inequivocabilmente questa condizione), una delle cause sia la sua frammentazione.
Crediamo nella democrazia partecipata e nel fatto che le forme della politica devono cambiare “ora”, perché le persone sono sempre più lontane dai percorsi tradizionali, e la vita delle formazioni politiche è asfittica da molti anni, anche se c’è chi preferisce negare l’evidenza.
In questi ultimi mesi ci sono stati i movimenti per la difesa della Costituzione e della libertà di informazione, per il rilancio della scuola pubblica, per i diritti dei migranti, per una nuova generazione di diritti civili fondata sulla piena laicità dello Stato, per l’affermazione dell’autodeterminazione e libertà femminile, per una gestione pubblica dei beni comuni con la straordinaria risposta delle cittadine e dei cittadini di Bologna per affermare l'inalienabile proprietà collettiva dell'acqua, per la difesa del territorio dal consumo scriteriato e per la qualità dell’aria che respiriamo, per una diversa legislazione del lavoro che consenta ai giovani di uscire da una condizione di perenne precarietà.
Questi movimenti hanno imposto all’attenzione – prima e a volta contro le astratte priorità dei partiti - una lettura dell’Italia carica di indignazione e in grado di cogliere le cause e le responsabilità di vecchie e nuove ingiustizie.
Da queste idee può nascere un’aggregazione a “Sinistra”: nuova, trasversale, accogliente, coinvolgente, capace di attivare luoghi di discussione e luoghi di socialità. Capace di indicare una prospettiva di governo e ritrovare una connessione sentimentale con la città. Capace di innescare un’autentica rigenerazione della “Sinistra Bolognese”.
Vorremmo definire insieme le modalità più idonee per realizzare un percorso aperto, inclusivo, plurale, orizzontale, di discussione e di iniziativa, per giungere a formulare un nuovo progetto di città. In seguito alla prima assemblea del 22 febbraio 2010, il gruppo promotore ha aperto un sito web ( http://www.iocistobologna.it ) e un gruppo Facebook (Io Ci Sto Bologna) nei quali riversare le analisi e le proposte in discussione.
Siamo immersi in una fase inedita della vita della nostra città, mai vissuta in 65 anni di vita democratica. Con lo scioglimento degli organi amministrativi (giunta, consiglio comunale, consigli di quartiere) e la gestione commissariale. Ci è sembrato necessario costituire un luogo pubblico, un appuntamento che sia di riferimento per affrontare i maggiori problemi della vita cittadina. Questo luogo pubblico lo abbiamo chiamato “Consiglio fuori dal Comune”. 
Da aprile a fine giugno, attraverso l'iniziativa dei 5 “Consigli fuori dal Comune”, che hanno avuto  simbolicamente luogo in Piazza Nettuno sotto la sala vuota del Consiglio comunale, un primo nutrito gruppo di donne e uomini, riconoscendosi in questo appello, ha dato vita a confronti pubblici e partecipati in modo attivo dai cittadini e da tante e diverse soggettività e competenze, per la costruzione di un'agenda politica su alcuni dei temi più rilevanti che riguardano Bologna e le sue criticità: partecipazione e democrazia, beni comuni, legami sociali e welfare, lavoro, cultura e socialità.
Ognuno è chiamato a investire un po’ del proprio tempo in un impegno disinteressato, sviluppando un lavoro “a rete” con chiunque sia interessato a questa prospettiva.
Quella dei “Consigli fuori dal Comune” e del prosieguo di questa esperienza in forme e luoghi diversi della città è una proposta molto impegnativa, un banco di prova della nostra capacità di coinvolgere le singole persone e i soggetti organizzati.
Intendiamo darci alcune regole condivise su “come” avviare il percorso unitario e su “che cosa” debba caratterizzarlo. Il primo nodo da sciogliere è la scelta dell’azione politica in vista delle elezioni per il Comune di Bologna. 
Sappiamo esistere diverse sensibilità e aspettative, cautele e impazienze, che vanno rispettate. Siamo altresì convinti che nelle pratiche politiche autenticamente democratiche la conclusione del percorso sia nelle mani di chi partecipa, non è predefinita da qualcuno che pretende di guidare gli altri.
Abbiamo avviato un percorso che potrà avere esiti diversi, che dipenderanno innanzitutto dalla nostra capacità di attivare forze, energie, entusiasmo, e infine indicare una prospettiva credibile e appassionante!

Se ti riconosci in questo appello, sottoscrivilo e fallo sottoscrivere inviando una e-mail a  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Bologna, luglio 2010 


Per l’occasione organizzammo i CONSIGLI COMUNALI FUORI DAL COMUNE, che furono veri momenti di partecipazione, approfondimento e confronto su alcuni temi salienti: partecipazione e democrazia, beni comuni, legami sociali e welfare, lavoro, cultura e società.

Al termine di questo percorso coloro che ritennero necessario proporre una lista civica alternativa al PD scrissero un nuovo appello: BOLOGNATTIVA.

 

BOLOGNA ATTIVA
LE RAGIONI DELLA LISTA CIVICA

origini del debitoSogniamo e progettiamo una nuova Bologna, liberata da una classe politica naufragata con le dimissioni del sindaco e non sottomessa a partiti che hanno sottratto ai cittadini ogni possibilità di decisione.
A Bologna le idee e la voglia di fare di molti non hanno voce: alle ultime elezioni regionali, nella città un tempo famosa per la partecipazione, il “primo partito” è stato quello di chi non ha votato.
Con la Lista Civica vogliamo dare rappresentanza a queste idee, a questa voglia di fare. Proponiamo un progetto di cittadinanza attiva, con una visione complessiva di città che incontri i bisogni delle persone nel lavoro, nello studio, nella vita quotidiana, a partire da tre valori fondamentali:

≈    giustizia - riaffermare il valore e la dignità del lavoro; reinvestire sulla scuola pubblica; riconoscere diritti civili fondati sulla laicità dello Stato; dare valore al pensiero e alla libertà delle donne; prendersi cura delle famiglie e delle persone in difficoltà; recuperare la tradizione di accoglienza di questa città.

    lungimiranza - fermare il consumo di territorio; garantire la proprietà e la gestione pubblica dell’acqua e dei beni comuni; sviluppare l’uso delle energie rinnovabili; investire sulla cultura e la creatività giovanile come fattori di sviluppo e coesione sociale; incentivare le imprese innovative e responsabili; progettare la città metropolitana dei prossimi vent’anni.

♫    armonia - respirare aria pulita; adottare soluzioni urbanistiche sostenibili; estendere gli spazi pedonalizzati e ciclabili nel centro storico e nella periferia; valorizzare il patrimonio artistico e monumentale; abbandonare la logica delle “grandi opere” e restituire importanza alla manutenzione urbana.

Vogliamo aprire un conflitto esplicito contro chi usa la crisi per smantellare i diritti sociali e spartirsi i beni pubblici. Solo un utilizzo rigoroso, un’equa ripartizione delle risorse, una chiara selezione delle priorità possono ribaltare quel senso di insicurezza che alimenta paure, guerre fra poveri, intolleranza, sessismo e razzismo.

Siamo donne e uomini convinti che alle prossime elezioni comunali sia necessaria una Lista Civica accogliente e coinvolgente, capace di attivare discussione e socialità, anche oltre la scadenza elettorale.
Questo appello rappresenta il primo passo per presentare Bologna Attiva alle elezioni. I passi successivi e l’esito del progetto dipenderanno da quante energie, speranze, entusiasmo sapremo suscitare.
Ti chiediamo di sostenere questo appello, perché Bologna ha bisogno di ognuno di noi.
Vogliamo bene a questa città, la nostra.


L'appello non ebbe la forza e l'incisività per poter arrivare alla proposta di una lista civica alle elezioni amministrative, complice anche il lungo periodo di commissariamento Cancellieri, ma il merito di BOLOGNATTIVA fu quello, su mia proposta,  di promuovere la nascita del COMITATO NO PEOPLE MOVER.

BOLOGNATTIVA ha cercato di sensibilizzare l’opinione pubblica tramite l’organizzazione di eventi di informazione in particolare "L'origine del debito" : dalla moneta agli appalti.

UN'ALTRA HERA

Campagna “per un’altra HERA”
CHI siamo
[una rete di reti]
La Rete Ecologista Bolognese (Rete Lilliput, Associazione ECO, Ecologistispa, Centro Natura, ANAB, Legambiente, Amici della Terra, gasisti del GASBO, E'/Co-housing, Coop. Ex-Aequo, ecc.)
Il Mosaico
l'Associazione per il Rinnovamento della Sinistra
Primavera Urbana
Bologna Città Libera
l'Associazione per la Sinistra
Comitati di Forlì, Imola, Ravenna
Sindacati Cgil e RdB
…. in sostanza un rassemblement di cittadini consapevoli, attivi e preoccupati che vogliono vederci chiaro su HERA, stanchi delle continue rassicurazioni “perchè tanto HERA siamo noi”, soprattutto dopo la “goccia che ha fatto traboccare il vaso” ovvero la questione dei rapporti che HERA sembrerebbe avere con i Cosentino che sembrerebbero essere dietro la finanziaria Scr socia in affari di HERA.
CHI è HERA
Oggi HERA SPA di pubblico non ha più nulla, se non i suoi azionisti di maggioranza. Gli amministratori pubblici dei comuni interessati da HERA si lavano la coscienza asserendo che HERA è una società pubblica perché è pubblico il pacchetto di maggioranza delle azioni del
capitale sociale della stessa.
Ciò che omettono è che quando si assegnano i servizi pubblici della collettività ad una SpA c’è poco da dire pubblico o privato, parliamo di società che devono rispondere al mercato e agli indici della borsa il cui scopo è fare utili e distribuire dividendi.
[D’altra parte non può essere nelle finalità di una SpA quotata in borsa, ad esempio, - abbassare le tariffe ai cittadini a fronte di una maggiore efficacia facendo quindi meno utili, - effettuare una migliore manutenzione della rete, - complicarsi la vita promuovendo pratiche che vanno nella direzione del bene comune e della sostenibilità ambientale, come la chiusura del ciclo della gestione dei materiali post consumo ovvero della gestione dei rifiuti e di una minore emissione di sostanze inquinanti e cancerogene nell’atmosfera,
- in sostanza di investire risorse in una maggiore efficienza nell'uso delle risorse beni comuni invece che nella vendita delle risorse stesse.]
Di queste criticità si era coscienti anche quando HERA venne privatizzata, per questo furono previste le SOT (società operative territoriali), sapendo già allora che sarebbe stato più funzionale non prevedere l’esistenza delle stesse; ma l’esigenza fu politica in modo tale da salvaguardare la vocazione territoriale dell’azienda. Oggi queste società sono state tutte eliminate in favore di un’unica visione verticalistica, dove HERA SpA comanda dall’alto su tutta la regione.
Oltre a questo sta avvenendo la cessione da parte di alcuni Comuni delle reti del gas, di acquedotti e fognature in cambio di azioni di HERA. Ma la cosa interessante è che ci sono nuovi Sindaci, come p.e. Balzani di Forlì, che hanno dichiarato di non volere cedere le reti; stessa cosa stanno pensando altri Sindaci di piccoli Comuni della Romagna (p.e. Bertinoro e dintorni)
CHE COSA FA HERA qui da noi
- si oppone alla raccolta differenziata domiciliarizzata prevista dalla Provincia e voluta da sempre più Comuni per il semplice motivo che questo gli ridurrebbe drasticamente combustibile e potenzialità dell'inceneritore
- così può continuare ad incassare i CIP6 e sostenere che produce energia “termovalorizzando”
- non si occupa di promuovere un uso efficiente dell'acqua nelle nostre case e nelle città: d'altra parte vende acqua, quindi …. (vedi paradosso di Pubbliacqua di Fienze, dove ACEA fa la parte del privato, dove avendo promosso una campagna sul risparmio di acqua che ha avuto successo, l’anno dopo i cittadini si sono visti aumentare le tariffe del 7% proprio a causa della riduzione nella vendita di acqua)
- non ha alcun interesse al recupero delle acque di scarico o alla fitodepurazione: d'altra parte vende la depurazione, quindi ….
- non ha alcuna intenzione di procedere alla sostituzione delle tubature in cemento-amianto della rete acquedottistica (1700 km nel bolognese e 2300 in Romagna)
- propone centrali termoelettriche e reti di riscaldamento piuttosto che sviluppare fonti energetiche rinnovabili ed efficienza energetica: d'altra parte vende energia, quindi ….
- fa ricorso al TAR contro la Provincia di Ferrara per annullare l'AIA e alzare i limiti di emissione per l'inceneritore di Cassana; TAR però che lo respinge, confermando il provvedimento autorizzativo della Provincia e dunque tutti i limiti di emissioni inquinanti in esso contenuti.
mentre in giro per l'Italia
- gestisce al 50% una centrale turbogas a ciclo combinato a Sparanise, provincia di Caserta, tramite una sua controllata (Hera Comm Mediterranea) che è socia in affari per l'altro 50% della SCR società vicina alla famiglia Cosentino dentro la quale risiede il fratello del sottosegretario Nicola Cosentino sul quale pende una richiesta della procura di Napoli per concorso esterno in associazione mafiosa
- Hera affida i servizi di spazzamento a Manutencoop che li ha ceduti a Biancamano vicina a Dell'Utri
- ha realizzato (e gestisce?) l'inceneritore “Carapelle Energia” insieme a Caviro di Faenza bloccato dalla popolazione
CON UNA VERTENZA SU HERA
ci prefiggiamo di promuovere, di aprire, un confronto con le amministrazioni locali e con le forze politiche in merito al progetto di riorganizzazione di HERA ed al profilo del piano industriale che HERA si sta dando.
Vogliamo poi confrontarci sulle linee di governo e gestione pubblica di fattori fondamentali per il bene della comunità: i beni comuni del nostro territorio: acqua, energia, ambiente.
- Per comprendere quali sono gli strumenti che hanno le amministrazioni pubbliche per garantire finalità e livelli qualitativi e la loro coerenza con gli strumenti di pianificazione comunali, provinciali e regionali.
- Per puntualizzare il campo di finalità pubbliche primarie nelle quali agisce HERA.
- E quindi confrontarsi con la necessità di rilanciare una diversa progettualità del lavoro di HERA sul territorio.
Ma anche confrontarci con le pesanti modifiche normative che il governo ha introdotto con la conversione in legge del DL 135/2009 che all'art.15 affronta servizi pubblici locali.
L’area è quella dei servizi pubblici a rilevanza economica e di carattere industriale. Gli obiettivi sono impedire alle amministrazioni pubbliche di poter scegliere il tipo di affidamento e determinare le proprie scelte amministrative. Ovvero la gara come unica forma di affidamento.
La possibilità di affidare il servizio diretto a una società mista a patto che il 40% della proprietà dell’azienda venga ceduta tramite gara ad un partner privato che si deve incaricare della gestione operativa.
L’affidamento “in house” resterebbe una forma residuale subordinata al parere preventivo dell’autorità garante della concorrenza.
Il regime transitorio, prevede che le gestioni “in house” e quelle che non rispettano i requisiti di cui sopra cessino alla data del 31 dicembre 2011.
Per aziende come HERA a partecipazione pubblica e quotate in borsa le concessioni cessano il 31 dicembre 2012, a meno che la quota pubblica non scenda sotto il 30%.
E quei Sindaci che hanno ceduto le reti (NB beni pubblici) in cambio di azioni, resteranno con “un pugno di mosche in mano”; e come giustificheranno con i propri cittadini l'interesse pubblico in tutto ciò?
E chi comprerà le azioni ex pubbliche? Dell'Utri? Cosentino?
Merita di soffermarsi un attimo su questa questione della “gara come unica forma di affidamento di servizi”.
Si è soliti affermare che ormaiil settore dei servizi pubblici locali risulterebbe liberalizzato con l’obbligo, per gli Enti Locali, di ricorrere esclusivamente alla messa a gara dei servizi quale unica forma possibile di gestione degli stessi. Spesso, per giustificare questo orientamento si richiamano presunti obblighi in tal senso introdotti dalla normativa comunitaria.
Niente di più falso.
Certo, il principio della concorrenza è da considerarsi uno dei principi ispiratori del diritto comunitario. L’art. 3, lett g) del Trattato UE dispone che occorre realizzare un regime inteso a garantire che la concorrenza non sia falsata nel mercato interno.
Tuttavia sembra necessario evitare l’affermarsi di posizioni quasi fideistiche, che sembrano individuare come unico principio quello di concorrenza.
In sostanza esistono altri principi, nell’ordinamento comunitario, che hanno la stessa rilevanza del principio di concorrenza e che sono da porre quindi sullo stesso piano, senza gerarchie e priorità.
Soprattutto quando si tratta di garantire la coesione sociale e territoriale come stabilisce il Trattato UE.
In particolare la gestione dell’acqua è materia concorrente fra Stato, Regioni e Enti Locali. Siamo in una Repubblica “orizzontale” e una legge nazionale in questa materia non può decidere per Regioni e Comuni. La titolarità di questi servizi è degli EELL. Le Regioni quindi devono impugnare la
legge e deliberare al proposito (la Puglia p.e. lo ha già fatto).
Non c’è nessuna legge, infatti, che definisca i servizi a rilevanza economica. (A tal proposito c’è stata una sentenza della Corte Costituzionale che rinvia la decisione e la competenza ai Comuni)
I Comuni possono/devono prendere posizione dichiarando nei loro statuti l’acqua bene comune ed il servizio idrico come servizio senza rilevanza economica.
In considerazione di ciò, quindi, una vertenza per sapere dai governi locali come intendono difendere il governo pubblico dei beni comuni, la proprietà pubblica maggioritaria di aziende create dai cittadini e dai lavoratori di questo territorio.
Si intende programmare una reazione a questo processo di privatizzazione? Si intende garantire il governo e la gestione pubblica di questi servizi? E come lo si intende fare?
Ma anche per ragionare sull'assetto societario di HERA
Le parole hanno la loro importanza per capire dove si sta andando, basta ascoltare la presentazione del piano industriale di Hera da parte del suo Presidente, quel Tomaso Tommasi di Vignano, per percepire l’insistenza con la quale viene utilizzato il termine Multi-business al posto di quello multy-utility (dove l’accento si sposta dall’utilità agli affari).
E sugli investimenti
Nel suo documento sul piano industriale 2009-2013 HERA dichiara che “è pronta ad affrontare la crisi economica” ma l’unica misura che viene citata è “la riduzione degli investimenti del 25% già realizzata rispetto al budget previsto nei primi due mesi del 2009”. Oramai il debito consolidato del gruppo (in prestiti a lungo termine ) è di 1562 m€.
Da anni HERA chiede ed ottiene alle ATO la riduzione degli investimenti sul servizio idrico. E spensiamo che ATO5 altro non è che l’associazione dei comuni della provincia, siamo davvero al paradosso!
Programma di riduzione degli investimenti che discende da un lato dalla necessità di avere un alto “rating” dai consulenti finanziari (Moody’s e Standard&Poor’s) per tenere alto il valore del titolo, e dall’altro per non fare alzare il costo del danaro.
Ma questa situazione discende dalla decisione dei soci di pretendere alti dividendi, piuttosto che investimenti sostenuti nel territorio dal 2002 ad oggi.
Per il Comune di Bologna che partecipa ad HERA con il 14.76% significano 15 M di euro all'anno.
Se si fosse deciso di reinvestire l’80% dell’utile netto, avremmo quasi 500 milioni di € di debito in meno (pari a circa 1/3 di quello attuale) dei quali circa 200 M€ sono quelli che sono stati distribuiti ai soci privati.
Se si fosse deciso di reinvestire l’80% dell’utile netto, in alternativa avremmo un’azienda che potrebbe produrre un’accelerazione degli investimenti con una qualità dell’ambiente nel territorio significativamente più adeguata, oltre che un’azienda meglio patrimonializzata.
Per tutti questi motivi riteniamo si giunta l'ora di occuparsi di HERA, è necessario costruire un ampio movimento di contrasto e di confronto che veda assieme movimento ecologista e sindacale, lavoratori e cittadini, istituzioni locali: in sostanza e di fatto i soci e gli azionisti
della nostra ex-municipalizzata.
Per questo stiamo lavorando sull'assetto societario, sulle poltiche (nel quadro normativo comunitario, nazionale e regionale), sul bilancio e sul piano industriale per redigere un PIANO B da presentare e su cui coinvolgere gli azionisti e i soci di HERA.
Dobbiamo ripartire dalla riappropriazione di ciò di cui siamo stati espropriati e che ci appartiene: i beni comuni: acqua, aria, territorio e energia. Perchè è su questa partita che oggi si gioca il concetto di democrazia.

COMITATO NO PEOPLE MOVER

foto palloniIl gruppo BOLOGNATTIVA di cui faccio parte ha proposto e promosso la nascita del Comitato No People Mover individuando in questa grande opera inutile e dannosa un caso emblematico di malapolitica e malaffare: una TAV in chiave emiliano-romagnola.

La nostra lotta è stata quella che ha messo per la prima volta in crisi la giunta Merola ed ha contribuito in modo sostanziale fino ad oggi a bloccare l'inizio dei cantieri.

I piani di lotta sono stati molteplici.
Col Comitato No People Mover abbiamo organizzato assemblee, raccolte 3700 firme per chiedere un'istruttoria pubblica (negata vergognosamente), flash mo', occupazioni del Consiglio Comunale, fino a partecipare al processo al TAR del Lazio a fianco dell'Avvocatura dello Stato contro il ricorso del CCC e Marconi Express.

LE EX SCUOLE MERLANI

Sono il firmatario della convenzione delle ex scuole Merlani in via Siepelunga a Bologna, primo esempio in Italia di autogestione di uno spazio pubblico per risolvere il problema dell'emergenza abitativa dei profughi
della guerra in Libia.
Questa esperienza è cominciata con la resistenza allo sgombero di Prati di Caprara e Villa Aldini. in cui sono stati malamente accolti per due anni da Croce Rossa e cooperative.
Dopo mesi di lotta siamo riusciti ad ottenere l'uso delle ex scuole Merlani che erano in stato d'abbandono. I profughi hanno cominciato ad abitarvi dopo aver ristrutturato a loro spese i locali.
In collaborazione con altre associazioni abbiamo scritto il progetto denominato “Iniziare una vita degna, dopo la fuga e l’emergenza” con l’obiettivo specifico di contribuire alla realizzazione di condizioni positive per il raggiungimento dell’emancipazione abitativa, economica e la stabilità giuridica cha ha consentito loro la permanenza legale nel nostro paese.

Dopo un anno di autogestione più della metà dei 50 profughi hanno intrapreso un percorso di autonomia.
Tutto questo a costo zero per il Comune di Bologna!

FABBRICA BOLOGNA

FABBRICA BOLOGNA: una fabbrica di risciò

IMMAGINE 1L'idea nasce dall'esperienza del Bi-Bo (www.bi-bo.it) cominciata nel 2010 e approdata alla realizzazione di Tour turistici di Bologna sui risciò.

I risciò sono mezzi di trasporto originali ed ecologici.
I soggetti a cui è rivolto il progetto FABBRICA BOLOGNA sono persone in condizione o a rischio di esclusione sociale, come gli attuali pedalatori dei risciò Bi-Bo oppure gli abitanti delle ex scuole Merlani. Il mercato mondiale oggi fa riferimento per l'acquisto di risciò a pochissime aziende. La più nota è tedesca e produce mezzi molto costosi (i nostri due risciò sono costati 12000 euro l'uno!) e la loro affidabilità non è per nulla proporzionale al costo.
Siamo convinti che la nascita di un nuovo soggetto produttore di risciò, FABBRICA BOLOGNA, possa avere enormi spazi di successo per più motivi tra i quali:

- Proporrà risciò a costi molto competitivi e con materiali e tecnologie più avanzate: (ci avvaliamo della collaborazione di un architetto, di tecnici esperti nella lavorazione dell'alluminio e carbonio ed di un ingegnere della scuola IPSIA di Maranello)
- I clienti saranno motivati all'acquisto da FABBRICA BOLOGNA anche per la sua natura di PRODUTTORE ETICO.
- La progettazione è basata sulla logica del riuso di materiali come ad esempio pelli e vecchi tessuti per le imbottiture e il rivestimento dei sedili .
- Si propone un modello aziendale dove il guadagno verrà suddiviso tra tutti i lavoratori , in modo da promuovere in loro l’ assunzione di una responsabilità sociale .

Abbiamo partecipato al Bando Case Zanardi, ottenendo una sede che al momento stiamo ristrutturando.

L'ALTRA EMILIA ROMAGNA

logo-tsL'impegno nell'ALTRA EMILIA ROMAGNA lo trovo coerente nei fatti con tutto ciò che ho fatto precedentemente.

In ogni contesto in cui sono stato oppure ho militato, sono state sempre dichiarate alcune mie convinzioni:
1 credo nei valori della solidarietà e dell'uguaglianza: sono di sinistra
2 penso che gli obiettivi più importanti non si possano raggiungere da soli, ma attraverso un processo collettivo che sappia valorizzare le differenze non trovando in esse una fonte di divisione
3 penso che la politica si possa riformare e che per fare questo sia necessario rompere vecchi schemi di mercanteggiamento il più delle volte funzionali al collocamento di individui che antepongono l'interesse personale a quello collettivo.
4 bisogna saper cambiare e diversificare il modo di comunicare. Spesso il linguaggio utilizzato della sinistra è percepito come respingente.
5 tutto ciò che ognuno di noi può fare per migliorare il contesto sociale in cui siamo inseriti non deve necessariamente vedere dei risultati a breve termine. Magari noi non li vedremo mai, ma il nostro sforzo non sarà comunque perso.

Ho accettato la proposta di candidatura per dare rappresentanza alle battaglie che sto facendo con tant* compagn* e soprattutto per dare forza ad una nuova visione della politica che sappia osare non a chiacchiere, ma per davvero.

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